Come scaricare in locale un filmato di YouTube con Firefox. Senza estensioni, software esterno o altro.
Tra i mille sistemi reperibili in rete questo è semplicissimo e non necessita di alcun software, estensione o altro.
Traduco dall’articolo trovato su Ubuntuforums,org :
1) Cliccate sul video che vi interessa e attendete che sia completamente caricato.
2) Minimizzare il browser ed entrate nella directory /tmp . Attenzione non chiudete il browser, in quanto l’uscita dal programma potrebbe determinare lo svuotamento della directory /tmp.
3) Copiate il file flash .flv che troverete, dalla directory /tmp al desktop, o in qualunque altro posto.
Fatto !
La cosa particolarmente interessante è che ho scoperto che la tecnica sembrerebbe funzionare (con qualche piccola modifica) anche sotto Windows.
Ho fatto qualche esperimento e sembra si possa fare così:
1) Cliccate sul video che vi interessa e attendete che sia completamente caricato.
2) Minimizzare il browser ed entrate nella directory
C:/Documents and Settings/Utente/Impostazioni locali/Temp .
Attenzione non chiudete il browser, in quanto l’uscita dal programma potrebbe determinare lo svuotamento della directory di cui sopra.
3) Nella cartella è presente il file get_video .
Copiarlo sul desktop e rinominarlo in get_video.flv o in qualunqua altro modo vogliate, l’importante è l’estensione .flv .
Apritelo con il vostro programma preferito per la visualizzazione di file flash ( ad esempio l’ottimo VLC ).
Fatto!
A questo punto immagino che funzioni altrettanto bene per qualunque filmato flash, indipendentemente dal fatto che sia su YouTube o altrove.
Come aggiungere 125 nuove funzioni al File Manager di Gnome, Nautilus.
Ottimo suggerimento trovato su deenada.it su come inserire in Nautilus una collezione di script, catalogati in varie categorie e divisi in sottodirectory.
Si va dal semplice “crea file vuoto” a script per avviare un Terminale nella posizione corrente, convertire fra diversi formati multimediali etc.
Molto utile.
Firefox God – raccolta di 300 tools per il browser firefox.
Sul sito Mashable recensiti oltre 300 tools per il browser di casa Mozilla.Una lista divisa in sezioni, con plugins , utilities e estensioni di ogni genere.
…consulta su Mashable
Le magie della CLI. Script per effettuare conversioni VIDEO e AUDIO da console.
Segnalo questo esempio di utilizzo del terminale per svolgere compiti complessi, che apparentemente sembrerebbero esigere l’uso di un programmi dotati di interfaccia grafica.
Non è così !
O meglio, i programmi utilizzati saranno (tranne casi rarissimi) effettivamente forniti di un’interfaccia grafica, ma potranno funzionare altrettanto bene “comandandoli direttamente” per mezzo di un terminale.
Senza contare che, grazie alla history della shell, ripetere la stessa operazione su file che differiscono solo per il nome e eventualmente la posizione, è estremamente semplice e veloce, con enormi benefici nell’impostazione di lavori ripetitivi.
Il che, pensandoci bene, dovrebbe essere il motivo per cui i computer sono stati creati
La madre di tutti i sistemi di backup: il comando tar.
Talvolta, attratti dallo sfavillio di tutte quelle belle finestre stile win, tendiamo a dimenticare che quasi sempre queste si appoggiano su programmi che funzionano benissimo anche meglio da console.
Il comando tar rappresenta un esempio classico.
Ho trovato questa utile guida [in inglese] su Ubuntuforums.org che spiega come effettuare il backup e il ripristino dell’intero sistema, utilizzando semplicemente il comando tar da un terminale.
Ho tradotto di seguito il tutorial aggiungendo qualche piccola personalizzazione.
Prima di tutto diventiamo root
- sudo su
Spostiamoci nel punto del filesystem in cui desideriamo che venga creato il file risultante. In questa guida abbiamo scelto di andare alla radice ” / ” del ns. filesystem , ma nulla ci vieta di stare in qualunque altro posto, compresi dischi removibili, chiavette USB o altro.
- cd /
Veniamo ora al comando:
- tar cvpzf backup.tgz –exclude=/proc –exclude=/lost+found –exclude=/backup.tgz –exclude=/mnt –exclude=/sys –exclude=/home/sandrinux/Desktop/Foto /
Attenzione, non fidatevi del “copia-incolla” ! I vari exclude sono preceduti da DUE segni meno consecutivi (- – senza spazi) e non da uno solo come sembrerebbe.
Il comando inoltre deve essere dato tutto di seguito su un’unica riga.
Mi rendo conto che per un utilizzatore abituale di Linux queste siano raccomandazioni superflue, ma ricordo ancora quando alle prime esperienze, dopo ore di bestemmie tentativi, ho notato la presenza di un . (punto) alla fine del comando che cercavo di ripetere sul mio sistema, e che non si trattava del simbolo di conclusione del capoverso, bensì di una parte integrante del comando stesso.
Quindi nel dubbio, preferisco essere noioso e pedante.
Ma torniamo al comando digitato ed entriamo nel dettaglio del suo significato:
tar è ovviamente il programma
cvpzf sono le opzioni passate al programma, che in sintesi determinano la creazione di un nuovo archivio compresso tramite gzip, preservando i permessi dei file contenuti. In alternativa è possibile utilizzare Bzip2 per comprimere l’archivio ottenendo un file più piccolo, a discapito però della velocità di compressione. In tal caso bisogna sostituire “z” con “j” e l’estensione del file risultante da .tgz a .tar.bz2 . Per maggiori dettagli vedere man tar .
backup.tgz è il nome che verrà assegnato al nuovo archivio.
–exclude=/proc –exclude=/lost+found –exclude=/backup.tgz –exclude=/mnt –exclude=/sys
–exclude=/home/sandrinux/Desktop/Foto è tutto quello che NON vogliamo salvare.
Le prime 5 esclusioni sono pressoche obbligatorie, in quanto /proc e /sys sono dei filesystem virtuali, contenenti i file con le informazioni sullo stato del sistema necessarie al kernel, file che vengono ricreati dal kernel stesso durante il boot; /lost+found contiene eventuali pezzi di filesystem “danneggiati” a seguito di malfunzionamenti (tipicamente spegnimenti brutali del PC, del tipo blackout improvvisi); /backup.tgz è l’archivio stesso, dire al programma di generare un archivio dell’archivio che sta generando, temo che gli farebbe venire mal di testa
; /mnt infine è dove vengono montati gli altri filesystem (tipo CD/DVD).
L’ultima esclusione è una personalizzazione che ho aggiunto io, in quanto sul mio desktop ho la directory Foto che contiene immagini digitali della fotocamera, su cui sto lavorando. Avendone comunque una copia di backup su un DVD a se stante, non è il caso di includerle nel nuovo archivio che creeremo. Questo è semplicemente un esempio di come si può ,o meglio deve, essere personalizzato il comando in base alle proprie specifiche esigenze.
/ infine, è l’indicazione della porzione di filesystem di cui tar deve generare un archivio. / è la radice del filesystem, quindi “di tutto”.
Il risultato sarà avere un file backup.tgz alla radice del filesystem, che provvederemo a spostare o copiare su CD, DVD, supporto removibile, o quello più ci piace.
Per il ripristino, dobbiamo assicurarci di essere nelle condizioni di partenza precedenti, quindi:
sudo su
cd /
e di avere il ns. file backup.tgz alla radice del filesystem.
Il comando per il restore è il seguente:
tar xvpfz backup.tgz -C /
che sovrascriverà ogni singolo file della partizione con quelli salvati nell’archivio.
Fatto questo dovremo provvedere a ricreare le directory che NON abbiamo salvato in precedenza.
mkdir proc
mkdir lost+found
mkdir mnt
mkdir sys
Questo è tutto. Riavviato il sistema avremo ogni cosa come prima del backup.
Un prontuario per l’editor Vi.
Ecco un altro documento da tenere sotto la tastiera.
Sono solo 6 pagine, ma racchiudono un compendio dei comandi più utilizzati per Vi, quello che è probabilmente l’editor più diffuso sui sistemi *nix.
…su Kiko Web Blog
Software per DVD ripping e encoding.
Ecco un sintetico ma utile elenco di software per il ripping e l’encoding di file video con Linux.
…trovato su Assente
Supporto ai masterizzatori Light-Scribe sotto Linux.
Un altro tutorial su UbuntuForums.org, per utilizzare questo sistema di creazione di etichette sui CD/DVD con Linux.
La guida tratta sia l’installazione del software per abilitare il supporto alla tecnologia Lightscribe, che di quello per la creazioni di semplici etichette personalizzate.